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venerdì 28 ottobre 2016

BOLOGNA DOPO MORANDI


Giorgio Morandi è stato senza dubbio il dominatore assoluto dell’arte a Bologna nella prima metà del Novecento.

Ma così non si può dire per gli anni successivi, anche se per un ventennio egli ha continuato a lavorare ad alto livello. Via via la “Felsina pittrice” ha fatto i conti con un quadro nazionale e internazionale che andava mutando. La presente mostra cerca di fissare in “stazioni” le fasi principali di questa partecipazione dei nostri artisti alle tendenze esterne, ma nello stesso tempo si propone di individuare caratteri e stili dei singoli autori (tutti nati o attivi nel nostro territorio), segnalando anche la diversa loro importanza attraverso il numero di opere esposte. Queste “stazioni”, riportate anche alle diverse stanze del percorso espositivo, sono in numero di dodici, e i relativi cartelli didattici ne mettono a fuoco di volta in volta i protagonisti e i caratteri salienti. Questo itinerario si apre quando nell’immediato dopoguerra giungono i fermenti del postcubismo, recepiti soprattutto da Sergio Romiti. Ma è in agguato l’esplosione dell’Informale, di cui si rende interprete il maggiore nostro critico di quei tempi, Francesco Arcangeli, che punta sulle sue tre famose “M”, Mandelli, Moreni, Morlotti, al cui seguito pone un quartetto di talenti innovatori di lunga carriera: Vasco Bendini, Giuseppe Ferrari, Bruno Pulga, Sergio Vacchi.

Ma verso la fine degli anni ’50 l’Informale se ne va, si presentano “possibilità di relazione”, attestate 
da Pirro Cuniberti, Mario Nanni, Concetto Pozzati. Queste “relazioni” si vanno sempre più precisando, tanto da chiedere aiuto a forme “popolari”, come suggerito dal fenomeno generale della Pop Art, di cui Pozzati è il nostro migliore interprete. Ma accanto alle possibilità “popolari”, Bendini si sintonizza con le soluzioni più ardite del New-Dada, andando a lavorare al Palazzo Bentivoglio e dando il via ai due nostri artisti di più largo successo internazionale, Pierpaolo Calzolari, attraverso cui anche Bologna può prendere parte all’Arte povera, e Luigi Ontani, che procura il ribaltamento, dal povero al ricco, seguito da altri esponenti della formazione dei Nuovi-nuovi, il cui rilancio di una figurazione gioiosa e stilizzata entra in sintonia con un notevole episodio nostrano, il fumetto di Andrea Pazienza e compagni.


Accanto a chi entra in fenomeni di gruppo, la mostra dà conto anche di presenze solitarie, come Nino Migliori, che sa spremere ogni possibilità dal ricorso alla foto. Infine, la mostra conclude con gli esponenti della Nuova Officina Bolognese, un drappello di baldi operatori, che invadono le pareti e anche i pavimenti con ardite installazioni, facendo anche registrare l’avvenuta supremazia, almeno numerica, delle donne artista sui loro colleghi. Una appendice di questa “stazione”avanzata può essere ammirata nella sala video con una selezione di quanto di meglio i nostri artisti hanno prodotto negli anni con questo mezzo avanzato.




Informations:



palazzofava@genusbononiae.it / +39 051 19936305


venerdì 2 settembre 2016

BOLOGNA - CITY OF EXPERIENCE



BOLOGNA TI ASPETTA:

In settembre la città e i suoi colli vengono inondati da un suggestivo tripudio di colori, dal verde, al giallo fino al bruno rossastro. Questo spettacolo multicolore vale una visita all’aria aperta! Scegliete l'esperienza che fa per voi!

1-  Avete sentito parlare della eccezionale tradizione culinaria di Bologna e volete immergervi completamente nei profumi e nei sapori della città? Questo tour godereccio fa per voi: una visita guidata nel centro storico tra le botteghe della tradizione, accompagnata da una degustazione di salumi dei piatti emiliani e di vini regionali, cioccolato o gelato artigianale e caffè espresso.

  • Tour enogastronomico in centro con guida locale
  • Immergetevi nell’atmosfera dell’antico mercato medievale
  • Degustate i prodotti tipici 

2- Scoprite in bici le zone più suggestive della città con guida locale. Attraversate Bologna pedalando, scoprendo le antiche vie della zona universitaria, i profumi delle gastronomie, i verdi parchi e i suoi angoli segreti. Il tour vi garantirà una visita evocativa di Bologna e di alcune aree meno note ai più.
  • Visita guidata di Bologna in bicicletta della durata di 2 ore
  • Catturate l'atmosfera del luogo accompagnati da una guida locale
  • Incluso l’utilizzo di una bici, catena, luci e casco


3- Il centro medievale di Bologna non è mai stato così adatto alle famiglie. Un tour a misura di passeggino tra le piazze e i monumenti più belli del centro… Seguendo una mappa alla ricerca di un tesoro. 
Divertimento assicurato per tutti.
  • Per famiglie
  • Tour a piedi della città che prevede Piazza Maggiore, Piazza Re Renzo e Piazza Nettuno, con visita alla Basilica di S. Petronio e due soste speciali: l'ingresso a Palazzo d’Accursio per vedere Piazza Maggiore dall’alto (nei giorni di apertura) e il gioco acustico sotto i voltoni di Palazzo Re Enzo
  • Passeggiata attraverso le viuzze e il mercato vecchio del Quadrilatero, con possibilità di fermarsi per shopping o per visitare le antiche botteghe artigiane, per poi raggiungere Piazza S. Stefano e visitare il Chiostro della Basilica delle Sette Chiese, dove si mescolano realtà, culti diversi e fantasia
  • Breve camminata su via Castiglione e arrivo ai Giardini Margherita, luogo ideale per un pic nic, per rilassarsi e per far giocare i bambini 
  • A misura di passeggino


4-  Escursione naturalistica di una giornata, tra campi, rupi e castagneti, alla scoperta di un paesaggio immune allo scorrere del tempo dove a ogni svolta è possibile l’incontro con un’orchidea spontanea o altre piante rare, o con animali elusivi e unici come il lupo e il falco lanario. Dalla Stazione di Pioppe di Salvaro alla Stazione di Lama di Reno.
  • Esplorate le meraviglie naturalistiche dell'Appennino Bolognese, accompagnati da un'esperta guida locale 
  • Pranzo al sacco incluso


5-  Una giornata dedicata ai luoghi e all’arte di Giorgio Morandi: visita ai Fienili del Campiaro e a Casa Morandi di Grizzana. Camminata tra boschi, coltivi e piccoli borghi emblematici della pittura (e incisione) di paesaggio Morandiana. Lungo il percorso saranno predisposti “atelier mobili” in cui sperimentare diverse tecniche pittoriche veloci ispirate all’artista.
  • Visitate i luoghi del grande artista bolognese con una guida locale
  • Scoprite i paesaggi che hanno ispirato le sue opere
  • Mettetevi alla prova con un atelier di pittura 
  • Pranzo al sacco incluso


6-  Un modo originale per scoprire, in vespa, le meraviglie dei colli bolognesi. Basta allontanarsi poco per ritrovarsi immersi in una natura rigogliosa da scoprire, amare e gustare. Un percorso naturalistico alla ricerca di antichi sapori, sentieri, panorami, ville, parchi e monumenti. 

  • Scoprite le meraviglie dei colli bolognesi in Vespa
  • Pranzate in una tipica osteria
  • Noleggio Vespa 50


INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

BOLOGNA WELCOME

www.bolognawelcome.com
Piazza Maggiore 1/e - 40124

venerdì 22 luglio 2016


I 7 (e più) segreti di Bologna


Storie, leggende, curiosità: ecco la mappa che traccia quei piccoli misteri all'ombra delle Due Torri.

Curiosità: ecco i 7 segreti di Bologna

Curiosità: ecco i 7 segreti di Bologna„

Conoscete bene Bologna? Sette come i peccati capitali, come i giorni della settimana, come i nani di Biancaneve. Ebbene sarebbero proprio sette i segreti di Bologna, anche se forse più che di segreti sarebbe meglio parlare di "curiosità": ai bolognesi ecco un test per sapere quanto a fondo conoscono la loro città, ai turisti o a chi è appena arrivato in città una mappa di cose da vedere, alcune delle quali davvero sfiziose. 

Curiosità: ecco i 7 segreti di Bologna
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Ecco dunque i sette segreti di Bologna: 


Da Google Maps

1. Le tre frecce conficcate sul soffitto del portico. 

In Strada Maggiore, proprio all'Ingresso di Corte Isolani, capita spesso di vedere gente con il naso all'insù: guardano le frecce conficcate nel legno di un antico portico, sulle quali si narra una leggenda che racconta di tre briganti intenzionati a colpire a morte un signorotto bolognese, ma distratti poi da una bella fanciulla che stava nuda alla finestra. Morale: sbagliano la mira e le frecce finiscono sul soffitto del portico in legno.  

2. Il voltone del Podestà e il "telefono senza fili". Nessuno stupore se passando sotto il di Palazzo del Podestà si scorgono persone di spalle intente a parlare nei quattro angoli sotto la torre dell’Arengo: il fatto curioso è che i suoni vengano trasmessi da un angolo all'altro. La spiegazione di tale fenomeno? Questo 'canale' di comunicazione a distanza così discreto era stato architettato in epoca mediavale per far confessare i lebbrosi. 


3. La finestrella sulla piccola Venezia. 

A Bologna c'è una "Little Venice". La si vede guardando dentro una piccola finestrella che da via Piella (una traversa di via Augusto Righi) che affaccia su un canale, quello rimasto fra i tanti che nel XII secolo, venivano usati per la navigazione mercantile. Visto il romanticismo dato da questo scorcio inaspettato (che perde molto nei periodi di secca) il muro attorno alla finestrella è stato riempito da cuori disegnati, frasi d'amore e persino da qualche lucchetto in stile Moccia. 

Curiosità: ecco i 7 segreti di Bologna
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4. “Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia”. Ovvero: “Il pane è vita, il vino è allegria, la cannabis è protezione”. Questa scritta, che fa riferimento alla ricchezza che la coltivazione della canapa ha portato a Bologna la si trova in via Indipendenza, quasi all'angolo con via Rizzoli, sotto la Torre Scappi, sulla volta del Canton de’ Fiori.

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5. Il dito della statua del Nettuno che diventa un fallo in erezione. 

La bella fontana che con la sua imponente statua dà il nome alla piazza davanti a Salaborsa nasconde un simpatico effetto ottico che consente (se ben posizionati nei pressi della scalinata della biblioteca: ci sarebbe addirittura una mattonella più scura a indicare il punto giusto) di vedere non più l'indice del dio del mare, bensì il fallo in erezione dello stesso Nettuno. Uno scherzo di Giambologna?


6. Quel vaso rotto sulla Torre degli Asinelli. 

Proprio in cima alla Torre degli Asinelli, sulla quale gli universitari più scaramantici non salgono fino al raggiungimento della laurea (si dice che chi sale non si laurea) c'è un vaso, un vaso rotto che simboleggia le buone qualità di Bologna nella risoluzione dei problemi. 


7. Bologna la Dotta (oltre che 'la Grassa'). 

Sul tavolo della sede dell'Alma Mater Studiorum di Bologna (a Palazzo Poggi) c'è la scritta: “Panum resis”, che indicherebbe che la conoscenza sta alla base di tutte le decisioni. 




Altre 3...(Curiosità)

8. 666 portici fino a San Luca. 

Il portico di San Luca è il più lungo del mondo: misura 3.796 metri e ha 666 arcate. Dall’Arco Bonaccorsi a Porta Saragozza continua su su su, in salita, arrotolandosi su per il Colle della Guardia fino ad arrivare in cima, al Santuario della Madonna di San Luca. Bologna da lassù è stupenda.

9. La Sala da ballo liberty sopra il negozio di H&M


Fu realizzata all’inizio del ‘900 da Augusto Sezanne in stile liberty come sede per il café e il negozio della Majani, la famosa cioccolateria bolognese. Oggi c’è un negozio gigante di H&M.


La parte superiore dell’edificio ospitava un tempo un café, una tea house e una sala da ballo. Da sotto si può vedere il portico con le colonne, i capitelli e il terrazzino in stile liberty, completamente diverso da tutto ciò che lo circonda.

10. Il Complesso delle Sette Chiese


È un complesso religioso chiamato delle “Sette Chiese”, dove sorge in realtà la Basilica di Santo Stefano.
Perché sette chiese? Tutto il complesso era inizialmente formato da sette edifici di culto collegati tra loro. Ora sono rimasti solo quattro, ma il nome è rimasto.
Dalla piazza si vedono la chiesa del Crocifisso, la chiesa del Sepolcro e la chiesa dei Santi Vitale e Agricola (più due sarcofagi che custodiscono i resti dei primi vescovi della città).
Un tempo, pare, c’era un tempio dedicato a Iside e la Basilica vi fu costruita sopra per volere di San Petronio, vescovo di Bologna, che intendeva realizzare una copia del Santo Santo Sepolcro di Gerusalemme.



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venerdì 8 luglio 2016


M+M. 7 GIORNI 


Sala video Collezione Permanente MAMbo

Il MAMbo presenta nei propri spazi espositivi l'opera video 7 giorni del duo artistico tedesco M+M (Marc Weis e Martin de Mattia).


L'esposizione, curata da Laura Carlini Fanfogna e Gino Gianuizzi, è visibile fino al 31 luglio.
L'installazione è costituita da sette episodi, uno per ogni giorno della settimana, che si ispirano a scene di celebri film girati tra gli anni '60 e gli anni '80: Shining, 1980, di Stanley Kubrick per Lunedì; Le Mari de la coiffeuse (Il marito della parucchiera), 1990, di Patrice Leconte per Martedì; Un homme et une femme (Un uomo, una donna), 1966, di Claude Lelouch per Mercoledì; Francesco, 1988, di Liliana Cavani per Giovedì; Tenebre, 1982, di Dario Argento per Venerdì; Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera), 1977, di John Badham per Sabato; Le mépris (Il disprezzo), 1963, di Jean-Luc Godard per Domenica.

Il progetto si è sviluppato tra il 2009 e il 2015 ed è stato concepito fin dall'inizio per avere una gestazione prolungata, con un unico protagonista, l'attore austriaco Christoph Luser, che vediamo nella sua evoluzione dai 28 ai 34 anni, il quale nell'ambito dei sette giorni consecutivi si confronta con alcune situazioni ambigue e dai toni emotivi contrastanti nella loro apparente quotidianità.

La doppia narrazione simultanea di ogni giornata/scena, alternata alla successiva con una proiezione su quattro canali, crea un effetto enigmatico e inatteso in virtù della presentazione antinomica. Si assiste a due versioni dello stesso dialogo o degli stessi gesti, agiti da coppie-tipo: adulto/bambino, uomo/donna, padre/figlia, marito/moglie, giovane/vecchia, padre/madre, omosessuale/eterosessuale che generano incertezza e inducono a riflettere sull'ambiguità e instabilità delle relazioni interpersonali e sul significato diverso che parole e azioni assumono a seconda del contesto.
Lo spettatore è coinvolto con un effetto includente e immersivo.



giovedì 30 giugno 2016


THE ROLLING STONES - It's only rock and Roll (but I like it)


Mostra in via santa margherita, 10 Bologna


ONO Arte Contemporanea presenta THE ROLLING STONES. It’s only Rock and Roll (but I like it), una mostra fotografica di Michael Putland e Terry O’Neill che ripercorre la carriera dei Rolling Stones, a partire dagli esordi negli anni Sessanta, per arrivare alla consacrazione al grande pubblico nel corso del decennio successivo. 


«Everywhere you looked in London, something was happening». Terry O’Neill, fotografo nato nell’East End di Londra, descrive così l’ambiente in cui si trova immerso nel pieno della Swinging London. Batterista jazz, il suo sogno era stato da sempre quello di poter volare negli States per suonare nelle band più famose ma, per inseguire quel sogno americano, O’Neill è costretto a trovarsi un lavoro che gli consenta di mantenersi. Inizia così la sua carriera come fotografo, un po’ per caso, all’interno della British Airways prima, e come fotoreporter dopo. 

Il suo approccio alla macchina fotografica, non tarda a collimare con la sua passione per la musica: è infatti sua, la prima immagine apparsa su di un quotidiano inglese che ritrae i Beatles nello studio di Abbey Road. Ma a Londra in quegli anni, oltre al quartetto di Liverpool, un’altra band stava cominciando a far parlare di sé, i Rolling Stones. Negli anni Sessanta, il loro look - ancora “da bravi ragazzi” - non si discosta poi molto da quello dei 4 di Liverpool. Terry O’Neill li immortala per le strade di Londra, regalandoci alcune delle immagini più famose del gruppo in quella che possiamo definire come la formazione originale e più amata, con Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Bill Wyman e l’oramai leggendario Brian Jones. 


Se da un punto di vista estetico dunque, gli Stones appaiono nelle foto di O’Neill, ancora alla ricerca di uno stile identificativo, dal punto di vista musicale, già da questo primo periodo emerge quella caratteristica che sarà la vera e grande differenza tra loro e i Fab Four: il loro approccio appare infatti fin da subito diverso, già graffiante e intriso di rimandi alla tradizione americana. Questa differenza comincerà a essere sempre più lampante anche nel look, che nel corso degli anni Settanta si fa più sicuro e trasgressivo, dimostrando tutta la sicurezza propria delle rock star e uno stile adatto al loro nuovo status. E così, come delle vere e proprie rock star appaiono agli occhi e all’obiettivo di Michael Putland, che essendo il loro fotografo ufficiale all’inizio degli anni Settanta, riesce e riprenderli da un punto di vista privilegiato e a congelare quel cambiamento sulla pellicola. 

Michael Putland, oltre ad essere sul set di molti video tra cui il celebre IT’S ONLY RNR (BUT I LIKE IT), segue la band in tour, testimoniando una delle loro principali caratteristiche, ovvero la performance live. A differenza dei Beatles, che smisero di suonare dal vivo a metà degli anni 60, gli Stones hanno costruito il loro mito soprattutto nei live e soprattutto negli anni ‘70, diventando in poco tempo una macchina da spettacolo tuttora attiva e vitale. Il punto di vista privilegiato di Putland non è però solo sul palco ma anche nei backstage, in studio e durante i numerosi party abilmente raccontati in immagini che rappresentano un’era. 

Immagini che, assieme a quelle in mostra, si trovano nel nuovo titolo della collana che ONO cura per Lullabit, THE ROLLING STONES by PUTLAND nelle librerie da settembre ma presentato in anteprima durante la mostra in galleria. 


lunedì 27 giugno 2016


LUMIERE! L'INVENZIONE DEL CINEMATOGRAFO


Dal 25 giugno al 2 luglio, Spazio Sottopasso - Piazza Maggiore


La XXX edizione del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, è in programma dal 25 giugno al 2 luglio.

Il paradiso dei cinefili: 400 film in 8 giorni con i migliori restauri da tutto il mondo.

Evento della XXX edizione la mostra dedicata agli inventori del cinema: Auguste e Luois Lumière

Alle origini del cinema: arriva in prima nazionale a Bologna la mostra dedicata ai fratelli Lumière, evento speciale per festeggiare i 30 anni del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna dal 25 giugno al 2 luglio.

Lumière! L'invenzione del cinematografo: questo titolo della mostra dedicata agli inventori del cinema. Auguste e Louis Lumière, che verrà inaugurata il 24 giugno (per rimanere poi aperta fino a gennaio 2017), alla presenza Thierry Fremaux, direttore dell' Institut Lumière di Lione, che ha creato l'esposizione. 
La mostra sarà allestita nello Spazio in Piazza Maggiore: il cuore di Bologna diventa un paradiso dei cinefili. E' proprio in Piazza Maggiore, infatti, che si concluderanno tutte le serate del Cinema Ritrovato, dopo le proiezioni che ci accompagnano per 8 giorni da mattina a sera in 5 sale della città.
Una eccezionale raccolta di materiali originali, strumento per i primi pionieristici esperimenti dei fratelli Lumière si intreccerà alla scenografia di proiezioni che ci porteranno alla scoperta della nascita del cinema. Per l'occasione, la Cineteca di Bologna pubblicherà un cofanetto con i film dei fratelli Lumière restaurati dal laboratorio della Cineteca, L'Immagine Ritrovata.

"Un evento curato dall'Institut Lumière che per la prima volta varca i confini della Francia", racconta il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. "L'avventura della famiglia che ha inventato il Cinematografo: Antoine, pittore e fotografo, i due figli Louis e Auguste così capaci che, ancora adolescenti, prendono le redini dell'industria di famiglia. E' Louis infatti, appena diciassettenne, ad inventare la famosa Etiquette Bleue, una lastra fotografica per l'epoca molto sensibile che consente, per la prima volta, di fissare e riprodurre il movimento. Lo stabilimento dei Lumière è la primaindustria fotografica d'Europa, e nel 1884 conta già più di 250 dipendenti. E' in quegli stessi anni che si scatena una gara a colpi di brevetti ed invenzioni tra Europa e Stati Uniti: la fotografia in movimento è l'oggetto di una ricerca incessante, la cui epopea potremo raccontare anche grazie al contributo delle collezioni del Museo nazionale del Cinema di Torino e della Cinémathéque Royale de Belgique. Sarà Louis ad inventare il Cinématographe: i Lumière sono gli ultimi inventori e allo stesso i primi autori e programmatori del cinema.
Dal 1896 il Cinématographe Lumière restituisce il mondo al mondo. Per la prima volta tutti possono ammirare immagini in movimento di tutti i luoghi del pianeta. E i protagonisti non sono i reali e le grandi personalità, ma gli uomini e le donne, le città, i paesaggi di tutti i paesi del mondo. Ai Lumiére non si deve solo il cinematografo, ma anche una serie straordinaria di invenzioni, tra cui i bellissimi Autochromes (la prima fotografia a colori) e la proiezione in £D. Tutto questo, e molto di più, in una mostra che ci farà ritrovare un luogo dic Bologna a lungo invisibile e le origini dello sguardo moderno sul mondo".

Gian Luca Farinelli illustrerà al pubblico il profilo della XXX edizione del Cinema Ritrovato. Con lui, il critico e storico del cinema Roy Menarini e il suo (ormai di culto) cine-quiz, che metterà in palio, per chi saprà rispondere alle impossibili domande, alcuni accrediti al festival. 
Scorreranno quindi sullo schermo del Cinema Lumière le prime anticipazioni dalla prossima edizione del festival, a cominciare da un assaggio dai nuovi restauri del progetto pluriennale dedicato al restauro dell’opera muta di Buster Keaton. 

Il viaggio del Cinema Ritrovato ci porterà quindi in Giappone (in particolare alla scoperta del suo cinema a colori) e nell'ex Unione Sovietica (con i film del "disgelo", nella seconda metà degli anni cinquanta), mentre l'autore italiano "riscoperto" quest'anno sarà Mario Soldati.
A completare il tutto, in attesa che si delinei il cartellone degli ospiti e la composizione delle 20 sezioni che costituiranno la totalità del festival, una panoramica dei migliori nuovi restauri da tutto il mondo.

Informazioni e dettagli su: www.festival.ilcinemaritrovato.it


venerdì 17 giugno 2016


Il Cinema Ritrovato & Sotto le Stelle del Cinema



Torna il grande cinema in Piazza Maggiore a Bologna. 


Con le anticipazioni di Sotto le stelle del cinema (dal 18 giugno al 15 agosto, più 50 serate di cinema in Piazza Maggiore) e Il Cinema Ritrovato (dal 25 giugno al 2 luglio: 5 sale cinematografiche, Piazza Maggiore e Piazzetta Pasolini): e prende forma un cartellone con i restauri dei film con Marlon Brando e l'omaggio a Dino Risi nel centenario della nascita.

Da Un tram che si chiama desiderio a Il Padrino: l'icona di Marlon Brando. E poi i cento anni di Dino Risi, a partire dal nuovo restauro del suo cult Il sorpasso.
La Cineteca di Bologna è pronta ad alzare il sipario di Piazza Maggiore: più di 50 serate Sotto le stelle del cinema, per una manifestazione dal carattere unico, capace di raccogliere ogni sera d'estate migliaia di persone davanti ai grandi classici della storia del cinema o alle proposte più particolari e interessanti della produzione più recente.
Sotto le stelle del cinema, promosso dalla Cineteca di Bologna nell'ambito di bè bolognaestate, tornerà allora in Piazza Maggiore da sabato 18 giugno per accompagnare il pubblico fino al 15 agosto compreso: sarà un grande restauro come quello di Amarcord di Federico Fellini (e per l'occasione vedremo anche un preziosissimo montaggio, realizzato da Giuseppe Tornatore, con tagli e sequenze inedite, scoperte lo scorso anno proprio durante la realizzazione del restauro) ad aprire il cartellone sabato 18 giugno.

E se le retrospettive dedicate a Marlon Brando e Dino Risi rappresentano l'ossatura di Sotto le stelle del cinema, il festival Il Cinema Ritrovato, che la Cineteca di Bologna promuove per il 30mo anno dal 25 giungo al 2 luglio, ne rappresenta il cuore.
Il cammino verso Il Cinema Ritrovato continua domenica 19 giugno con Io la conoscevo bene di Pietrangeli (introduce Alina Marazzi). Lunedì 20 è la volta di CONCIVES 1116-2016, il nuovo documentario realizzato da Giorgio Diritti per festeggiare il Nono centenario del Comune di Bologna (a seguire incontro col regista).
Martedì 21 giugno, la prima serata speciale dedicata a Dino Risi con il nuovo restauro realizzato dal laboratorio della Cineteca di Bologna. L'immagine Ritrovata, del Sorpasso (ritroveremo poi il maestro della commedia all'italiana in una lunga carrellata agostana).

Giovedì 23 giugno inizieremo a respirare un'atmosfera francese, con il restauro della Carmen di Georges Bizet, trasposta al cinema da Francesco Rosi e interpretato da una leggenda come il basso Ruggero Raimondi, ospite d'eccezione della serata, assieme a Nicolas Seydoux di Gaumont e Frédérique Bredin, presidentessa del Centre national du cinéma et de l'image animée (CNC): quest'anno avrà infatti un prologo italiano, a Bologna , Fete du Cinema che prenderà il via in Francia il 26 giugno.
In concomitanza con l'inaugurazione in prima nazionale della mostra Lumière! L'invenzione del cinemtografo nello Spazio Sottopasso in Piazza Re Enzo, la serata di venerdì 24 giugno sarà tutta dedicata ai fratelli Lumière, con una selezione dei loro film commentati dal vivo da Thierry Fremaux, curatore a sua volta della mostra.

Da sabato 25 giugno, inizia il Cinema Ritrovato, con i suoi 400 film presentati dalla mattina alla sera in 5 sale della città, prima di ritrovare, ogni sera, le quinte di Piazza Maggiore, dove vedremo Tempi moderni di Charlie Chaplin, per festeggiare gli 80 anni del film, accompagnato dal vivo dall'Orchestra del teatro Comunale di Bologna (sabato 25 giugno); un primo assaggio di Marlon Brando con il nuovo restauro - voluto da Martin Scorsese e Steven Spielberg - del suo unico film da regista, One-Eved Jacks, diretto e interpretato da Brando nel 1961 (domenica 26 giugno); il nuovo restauro, realizzato da L'Immagine Ritrovata, di Valmont di Milos Forman (lunedì 27 giugno); ancora serata con il grande cinema muto e l'Orchestra del Teatro Comunale che vedrà confrontarsi il Chaplin del Monello e due nuovi restauri del Progetto Keaton, The High Sign e Cops (mercoledì 29 giugno); il nuovo restauro realizzato dall'Immagine Ritrovata dell'Albero degli zoccoli di Ermanno Olmi; Il buco di Jacques Becker, autore al centro di una delle retrospettive più attese del festival Il Cinema Ritrovato (venerdì 1 luglio); ultima sera del Cinema Ritrovato è invece affidata a Fat City di John Huston (sabato 2 luglio).

E poi tanto cinema del presente, con un'attenzione particolare a una regista, attrice e produttrice come Valeria Golino, protagonista in giuria all'ultimo Festival di Cannes, prima di ritrovare Marlon Brando a cavallo tra luglio e agosto e concludere il cartellone di Sotto le stelle del cinema con Dino Risi.